domenica 26 agosto 2012

Chloë Sevigny


Vogue.it mi regala nuovamente l'oppurtunità di scrivere su ciò che amo di più e che tacitamente e manifestamente mi ispira e contagia.



Chloë Sevigny è un'attrice e modella statunitense nata a Springfield, in Massachussets, nel 1974. A 18 anni, dopo aver frequentato la Darien High School, si trasferisce a Brooklyn. A New York è notata da un fashion editor del magazine Sassy che, colpito dal suo stile personale, le propone di lavorare presso la rivista. Ma la sua vera aspirazione è recitare. La carriera di attrice di Chloë comincia nel 1993 grazie all'amicizia con Harmony Korine, aspirante regista, che la scrittura per il film indipendente Kids. Fin dalle sue prime apparizioni, infatti, Chloë si fa notare per il suo essere del tutto slegata dai meccanismi del mainstream americano e dalle produzioni hollywoodiane. Nessun contorno glitterato, nessuna scelta commerciale, nessuna caduta di stile. Le sue scelte oculate hanno permesso, nel tempo, di convincere sempre più il suo pubblico di “fedeli” che ha avuto modo di apprezzare la coerenza artistica che la contraddistingue fin dalle prime apparizioni sul grande schermo. È proprio questa, forse, la caratteristica più apprezzabile di Chloë: la sua capacità di intravedere in anticipo la validità ed il successivo impatto che alcune esperienze artistiche, alle quali partecipa attivamente, avrebbero segnato l’iconografia, il gusto di una generazione. Le sue collaborazioni lasciano intuire una personalità camaleontica e determinata che rifugge ogni etichetta. Il suo stile indipendente le ha fin da subito attribuito un’aura da icona e le ha permesso di diventare musa di nomi illustri del panorama artistico mondiale e testimonial di marchi come Miu Miu, Chloé, Louis Vuitton, MAC Cosmetic. I suoi fan amano vederla alle prese di progetti sempre nuovi, impegnata a rompere gli schemi attraverso la ricercatezza e la sperimentazione artistica: la vediamo ora stilista, ora modella, ora personaggio principale di serie televisive. Il forte legame con la moda nasce dalla capacità naturale di trasmettere attraverso gli abiti la sua personalità e il gusto: Chloë è quello che indossa. I suoi personaggi si abbandonano cinicamente al lato oscuro e “no sense” della vita, ne accettano la presenza inquietante e incombente diventandone protagonisti. Chloë non rappresenta, così come i ruoli che interpreta, la faccia moralista, perbenista, positivista degli States, ma dà voce ad un’America che molto spesso è stata tenuta nascosta. Un paese di madri instabili, padri violenti, psicofarmaci, case fatiscenti, sessualità esasperata, realtà borderline, sporche, deviate e devianti in cui neanche il focolare domestico rappresenta sicurezza. In Gummo, Boys don’t cry, Kids, si diventa adulti subito perché l’incertezza è categoria necessaria. Chloë rappresenta tutto questo attraverso il suo sguardo ammiccante e disincantato, capovolgendo completamente le nostra idea di “leggi non scritte”.


















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