mercoledì 26 settembre 2012

Space Oddity



Space Age: Future is Now


Visioni, Cinematismi, Positivismo, Argento, corsa verso il Futuro.  


David Bowie, 1969

Ground control to major Tom 
Ground control to major Tom 
Take your protein pills and put your helmet on 
(Ten) Ground control (Nine) to major Tom (Eight) 
(Seven, six) Commencing countdown (Five), engines on (Four) 
(Three, two) Check ignition (One) and may gods (Blastoff) love be with you 

This is ground control to major Tom, you've really made the grade 
And the papers want to know whose shirts you wear 
Now it's time to leave the capsule if you dare 
[ Lyrics from: http://www.lyricsfreak.com/d/david+bowie/space+oddity_20036711.html ] 
This is major Tom to ground control, I'm stepping through the door 
And I'm floating in a most peculiar way 
And the stars look very different today 
Here am I sitting in a tin can far above the world 
Planet Earth is blue and there's nothing I can do 

Though I'm past one hundred thousand miles, I'm feeling very still 
And I think my spaceship knows which way to go 
Tell my wife I love her very much, she knows 
Ground control to major Tom, your circuits dead, there's something wrong 
Can you hear me, major Tom? 
Can you hear me, major Tom? 
Can you hear me, major Tom? 
Can you... 
Here am I sitting in my tin can far above the Moon 
Planet Earth is blue and there's nothing I can do




























Archizoom






Francois Hardy, Eero Aarnio 









martedì 18 settembre 2012

Gordon Matta-Clark \ Interstizi




“I don’t know what the word “space” means…I keep using it. But I’m not quite sure what it means.” 






Conical Intersect 1975



“Molte delle cose che ho fatto che hanno un’implicazione architettonica sono in realtà sulla non-architettura, su qualcosa che è un’alternativa a quello che normalmente è considerato architettura.” 
Gordon Matta-Clark

“Parlavamo dello spazio, di come lo spazio e i luoghi sottomettessero la nostra vita emozionale. Sentivamo gli architetti parlare dello spazio e dei luoghi ma poi, nel loro lavoro non trovavamo mai espressi questi concetti; trovavamo bellissimi dettagli, facciate sensuali… ma non vedevamo mai alcuna forte dichiarazione di tipo spaziale. Questo era il nostro interesse: il fallimento dell’architettura, non la promessa dell’architettura. Comunque la nostra non era intesa come una critica verso l’architettura, era più sull’assenza di critica verso questi concetti nella nostra cultura” 
Richard Nonas, componente dell’Anarchitecture Group






Office Baroque 1977







Il pensiero interstiziale che riesce ad insinuarsi in molteplici direzioni è tipico della società contemporanea che cerca di superare le definizioni.
La contemporaneità ha ispirato l’uomo nella ricerca della fluidità come contrapposizione alla determinazione dei contrari. L’uomo ha così acquisito, grazie anche  alla tecnologia, la consapevolezza della possibilità del superamento del limite.
Egli si concentra quindi sull’ in between, su ciò che si posa sui contorni delle cose rendendole interattive: lo spazio viene visto come attivatore di interconnessioni, di interferenze che stimolano la partecipazione del fruitore.
Il paesaggio industriale abbandonato, come sottolineato da molti artisti e intellettuali, rivela grande fascino:  il Terrain vague svela infinite possibilità di interpretazioni e suggerisce il concetto di permeabilità. Gordon Matta- Clark si serve dello scarto rendendolo materia creativa: lo indaga attraverso sezioni, buchi, tagli e lo rende ricettivo e  aperto ad infiniti punti di vista.
La potenza evocativa del terrain vague della città sta nel rapporto tra l’assenza d’uso e di attività e il senso di libertà e speranza : diventa il luogo del possibile e  dell’attesa.
L'uomo immagina lo spazio in continuo movimento e sente di non doversi abituare alla sua presenza o di subirlo, viene coinvolto dal mescolarsi delle arti che vogliono suggerirgli di non porsi limiti, di non perdersi nella ricerca della determinazione e della definizione.
I lavori di Gordon Matta- Clark esprimono bene la volontà di contaminazione che attraversa l’arte contemporanea: riproducono la condizione di indeterminatezza, oscillando tra stimoli che provengono da allestimento,scultura, interventi pubblici, performance.
L’artista propone la percezione di uno spazio all’infinito come superamento della definizione del confine delle cose. Le sue opere sconvolgono le conquiste della geometria euclidea rifiutando ogni lettura statica e frontale e imponendo una percezione legata al movimento e al tempo.
Sono rintracciabili rimandi al pensiero radicale che vuole liberare l’uomo dal carattere “finito” dell’architettura e dell’arte e ai presupposti teorici del dadaismo e suprematismo che hanno dato il via ad un approccio artistico non più esclusivamente estetico ma concettuale.
Viene ripresa la dimensione ludica del progetto dai situazionisti, le opere manifestano l’importanza del rendere il progetto esplorabile senza direzioni imposte da percorrere.
Questo spazio, né unitario né frammentato, né interno né esterno, particolarmente caro ai situazionisti, fisicizza bene il tendere all’interazione tre ciò che è diverso, facendo scontrare gli stili e suggerendo l’eterogeneità come valore.
Queste opere non impongono significati ma lanciano segnali, appaiono chiuse in sé stesse perché lontane dalla ricerca di forme note o di facile riconoscibilità, ma giocano sulla possibilità di dialogare con l’inconscio su temi universali e allo stesso tempo velati.















venerdì 14 settembre 2012

Back to School




Anche i grandi a scuola vanno
tutti i giorni di tutto l'anno.
La scuola senza banchi,
senza grembiuli né fioccchi bianchi,
e che problemi, quei poveretti,
a risolvere sono costretti:
"In questo stipendio fateci stare
vitto, alloggio e un po' di mare".
La lezione è un vero guaio:
"Studiate il conto del calzolaio".
Che mal di testa, il compito in classe:
"C'è l'esattore, pagate le tasse".
Gianni Rodari