martedì 18 settembre 2012

Gordon Matta-Clark \ Interstizi




“I don’t know what the word “space” means…I keep using it. But I’m not quite sure what it means.” 






Conical Intersect 1975



“Molte delle cose che ho fatto che hanno un’implicazione architettonica sono in realtà sulla non-architettura, su qualcosa che è un’alternativa a quello che normalmente è considerato architettura.” 
Gordon Matta-Clark

“Parlavamo dello spazio, di come lo spazio e i luoghi sottomettessero la nostra vita emozionale. Sentivamo gli architetti parlare dello spazio e dei luoghi ma poi, nel loro lavoro non trovavamo mai espressi questi concetti; trovavamo bellissimi dettagli, facciate sensuali… ma non vedevamo mai alcuna forte dichiarazione di tipo spaziale. Questo era il nostro interesse: il fallimento dell’architettura, non la promessa dell’architettura. Comunque la nostra non era intesa come una critica verso l’architettura, era più sull’assenza di critica verso questi concetti nella nostra cultura” 
Richard Nonas, componente dell’Anarchitecture Group






Office Baroque 1977







Il pensiero interstiziale che riesce ad insinuarsi in molteplici direzioni è tipico della società contemporanea che cerca di superare le definizioni.
La contemporaneità ha ispirato l’uomo nella ricerca della fluidità come contrapposizione alla determinazione dei contrari. L’uomo ha così acquisito, grazie anche  alla tecnologia, la consapevolezza della possibilità del superamento del limite.
Egli si concentra quindi sull’ in between, su ciò che si posa sui contorni delle cose rendendole interattive: lo spazio viene visto come attivatore di interconnessioni, di interferenze che stimolano la partecipazione del fruitore.
Il paesaggio industriale abbandonato, come sottolineato da molti artisti e intellettuali, rivela grande fascino:  il Terrain vague svela infinite possibilità di interpretazioni e suggerisce il concetto di permeabilità. Gordon Matta- Clark si serve dello scarto rendendolo materia creativa: lo indaga attraverso sezioni, buchi, tagli e lo rende ricettivo e  aperto ad infiniti punti di vista.
La potenza evocativa del terrain vague della città sta nel rapporto tra l’assenza d’uso e di attività e il senso di libertà e speranza : diventa il luogo del possibile e  dell’attesa.
L'uomo immagina lo spazio in continuo movimento e sente di non doversi abituare alla sua presenza o di subirlo, viene coinvolto dal mescolarsi delle arti che vogliono suggerirgli di non porsi limiti, di non perdersi nella ricerca della determinazione e della definizione.
I lavori di Gordon Matta- Clark esprimono bene la volontà di contaminazione che attraversa l’arte contemporanea: riproducono la condizione di indeterminatezza, oscillando tra stimoli che provengono da allestimento,scultura, interventi pubblici, performance.
L’artista propone la percezione di uno spazio all’infinito come superamento della definizione del confine delle cose. Le sue opere sconvolgono le conquiste della geometria euclidea rifiutando ogni lettura statica e frontale e imponendo una percezione legata al movimento e al tempo.
Sono rintracciabili rimandi al pensiero radicale che vuole liberare l’uomo dal carattere “finito” dell’architettura e dell’arte e ai presupposti teorici del dadaismo e suprematismo che hanno dato il via ad un approccio artistico non più esclusivamente estetico ma concettuale.
Viene ripresa la dimensione ludica del progetto dai situazionisti, le opere manifestano l’importanza del rendere il progetto esplorabile senza direzioni imposte da percorrere.
Questo spazio, né unitario né frammentato, né interno né esterno, particolarmente caro ai situazionisti, fisicizza bene il tendere all’interazione tre ciò che è diverso, facendo scontrare gli stili e suggerendo l’eterogeneità come valore.
Queste opere non impongono significati ma lanciano segnali, appaiono chiuse in sé stesse perché lontane dalla ricerca di forme note o di facile riconoscibilità, ma giocano sulla possibilità di dialogare con l’inconscio su temi universali e allo stesso tempo velati.















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