mercoledì 10 ottobre 2012

Carlo Scarpa poeta




Venezia è la mia città preferita.
Il mio amore incondizionato per la laguna è probabilmente legato al fatto che riesca a rinnegare il concetto stesso di città tradizionale. E' un mondo a parte, con regole proprie e viverla impone di adeguarti.
Si vive un senso di sospensione temporale grazie al quale si entra in empatia con il mondo circostante.
Ecco perchè ogni volta che la raggiungo abbandono,oltre alle automobili, l'asfalto, i tram, i semafori, la convinzione di poter pianificare il mio soggiorno.
Questa volta, però, sono riuscita a far visita alla Fondazione Querini Stampalia di Carlo Scarpa che mi ha permesso di vivere un'esperienza unica.
Nello spazio scarpiano rimbomba potentemente la sua presenza: è un'architettura che instaura automaticamente uno stretto legame tra fruitore e autore grazie al suo carattere artigianale.
La sua è un'architettura permeabile, che lascia insinuare l'acqua nel materiale, che riflette in maniera molto personale sul tema del percorso, che vive nel dialogo con natura e luce.
La sua progettazione riesce ad intrecciare tradizione e modernità, vive nella stratificazione e di interazioni dinamica tra piani.
Il suo metodo di sovrapposizione di livelli e frammenti vecchi e nuovi in modo potenzia il significato dello spazio e offre all'osservatore la sensazione di passare attraverso strati temporali.







 











2 commenti:

  1. Sono prossima ad un viaggio a venezia, destinazione biennale! Mi hai dato un'idea su una cosa nuova da vedere! Grazie! ;)

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  2. Non ci sono biennali che tengano... bisogna andare alla Mecca Querini Stampalia....
    bacio, buon viaggio!

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