giovedì 25 ottobre 2012

M A T E R I A //Alberto Burri




L'opera di Alberto Burri è riconducibile all'arte informale, tendenza diffusasi negli anni '50 e nata dal rifiuto di qualsiasi forma figurativa o astratta.
In particolare si fa riferimento all' informale materico legato all'ambiente europeo che trova le sue radici nei collages futuristi e cubisti e negli oggetti scultorei di surrealisti e dadaisti.
La pittura materica denuncia un'aspirazione alla tridimensionalità attuando una fusione tra pittura e scultura: le opere non cercano di rappresentare o riprodurre lo spazio ma lo costruiscono concretamente combinando elementi eterogenei che danno vita ad una spazialità intrinseca.
Quella di Burri è un'iconografia della sofferenza: il suo universo artistico è popolato da tele di sacco con vistosi rammendi, grovigli di materie plastiche, accostamenti di legni bruciati, elementi scabri e zone di colore smaltato.
I materiali utilizzati suggeriscono un'idea di caducità e rimandano alla condizione fugace della nostra esistenza, denotando l'affinità che la nostra epoca avverte per i relitti. 
Scarti recuperati dai rifiuti nei cui strappi conservano tracce della loro storia: un presente che rende manifesto il passato e che denuncia il concetto di tempo come continua trasformazione e degradazione.


 processi di consumazione



Combustione Plastica, 1958


Combustione Sacco, 1956


Sacco, 1953



Astrazione con Juta, 1955


Sacco Nero Rosso, 1955

Nessun commento:

Posta un commento